Intervista a Marella Caramazza

, , , , , , , , , , , , , ,

Sta cambiando qualcosa?
Constatiamo, attraverso alcune ricerche che stiamo svolgendo sulla generazione Y, che anche i ragazzi, maschi, sempre meno intendono dedicare al lavoro tutta la loro giornata; sono persone che, nella loro vita, mettono il valore del lavoro al pari di altri. Per quel che riguarda il problema legato alla conciliazione, è spesso questo il fattore che impedisce alle donne di lanciarsi in avanti. Si crea infatti un circolo vizioso per cui le donne rinunciano alla carriera per crescere i figli, perché non inserite in un contesto che favorisce la conciliazione. Ci sono però tanti casi che dimostrano che si può fare: con la nostra ricerca Mia mamma è una manager abbiamo fatto parlare i figli e abbiamo tante testimonianze che dimostrano come la conciliazione sia possibile. Certo, la qualità della vita di coppia e della famiglia è fondamentale per portare avanti un percorso che impegni nel doppio ruolo di manager e mamma. Ci deve essere complicità, una condivisione di oneri e di impegni, ci deve essere armonia.

Le aziende pretendono sempre di più dalle proprie persone. Come si conciliano famiglia e carriera quando si hanno dei figli?
In questo contesto, in cui la scelta è unicamente lasciata alla donna, secondo me la ricetta è questa: prima condizione, avere un compagno di vita che condivide le tue scelte. Presupposto fondamentale per impostare qualsiasi tipo di percorso di carriera. Il secondo punto è gestire i sensi di colpa. Bisogna accettare che ci sono rinunce da fare, ma l’importante è avere ben chiaro l’obiettivo che ci si è prefissate. E il segreto è organizzarsi bene. Anche a me sarebbe piaciuto, qualche volta, cucinare per i miei figli a pranzo o andare a prenderli a scuola. Non mi è quasi mai stato possibile. Il problema allora è organizzarsi, affidarsi ad altre persone accettando il fatto che non si può fare tutto. E individuare le priorità. Se si intraprende un percorso di carriera, ci si può permettere di avere persone di supporto. Bisogna però avere una predisposizione a fidarsi.

E l’azienda, che nasce come organismo maschile, come sta vivendo questa diffusione di competenze ‘al femminile’?
La gestione della complessità, l’approccio multitasking, sono certamente caratteristiche che le aziende apprezzano e si collegano, anche a volte in modo stereotipato, al comportamento femminile. Il problema delle organizzazioni è che non sono realmente abituate a interfacciarsi con l’universo femminile. Ci sono realtà totalmente prive di considerazione, anche nei comportamenti e forse a volte in modo non del tutto volontario, verso le esigenze delle donne che hanno molto altro da fare fuori dall’azienda. Mancata considerazione che si traduce, ad esempio, in riunioni fissate fuori orario o in scarsi gradi di flessibilità. E questo non è accettabile, soprattutto per ruoli direttivi.

Pagine:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cookie Policy | Privacy Policy

© ESTE Srl - Via Cagliero, 23 - Milano - TEL: 02 91 43 44 00 - FAX: 02 91 43 44 24 - info@este.it - P.I. 00729910158

logo sernicola sviluppo web milano