Intervista a Fiorina Facchinetti Berti

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Il valore della conoscenza condivisa

Fiorina Facchinetti Berti, nell’ambito della World Computer Conference che si è tenuta a Milano nel settembre2008, haportato la sua testimonianza di donna che è riuscita, con le sue sole forze, a creare un’azienda, Faber System, che ha focalizzato il proprio business nella gestione documentale. Un’azienda dal Dna tecnologico, dunque. Con lei abbiamo indagato la motivazione della scarsa rappresentanza femminile nei ruoli chiave. E visto che è madre di due figli ormai grandi, le abbiamo chiesto come ha conciliato l’essere madre con le responsabilità che un percorso imprenditoriale porta con sé.

Nel nostro Paese non è facile trovare donne ai posti di comando. La rappresentanza femminile in politica, nelle istituzioni e nei consigli di amministrazione è ancora scarsa. Quali le motivazioni, secondo lei?
La presenza femminile nei ruoli chiave è ancora scarsa, ma qualcosa sta cambiando. Nelle aziende, in generale, c’è ancora molta reticenza ad affidare ruoli di responsabilità alle donne, perché possono fare figli anche a quarant’anni, periodo che tende a coincidere con la maturità professionale. Nasce così, nelle aziende, il timore dell’assenteismo per periodi prolungati.

Il tema della conciliazione famiglia-lavoro non è risolto, anche per mancanza di politiche a sostegno della famiglia. Quale la sua ricetta e che consigli si sente di dare a giovani donne manager che si trovano troppo spesso a dover scegliere tra lavoro e famiglia?
Conciliare famiglia e lavoro, a livelli manageriali, è complicato. Ma è evidente che ce la si può fare. Non solo a portare avanti un progetto professionale, ma addirittura a creare un’azienda. La difficoltà della conciliazione tra vita professionale e privata deriva dal fatto che manca il supporto delle istituzioni non solo alle donne, ma alla famiglia in generale. Le cose stanno cambiando anche grazie alle nuove tecnologie, che possono favorire attività di telelavoro anche per donne in maternità. In America, ad esempio, il lavoro da casa è già una realtà, specialmente per i ruoli meno operativi, più basati sulla qualità che sulla quantità di lavoro svolto. Credo infatti che, specialmente ad alti livelli, non sia importante misurare il numero di ore di lavoro passate alla scrivania, quanto la qualità del lavoro prodotto. Per portare avanti il doppio ruolo di madre e donna in carriera, credo sia necessario il supporto delle istituzioni, ad esempio con un maggior numero di asili, e l’appoggio della rete familiare. Per sette anni ho fatto la mamma a tempo pieno; poi, una volta cresciuti i figli, mi sono rimessa in gioco come libera professionista. Consiglio però a tutte le donne di non lasciare il lavoro, ma di fare piuttosto grandi sacrifici, perché il lavoro si rivela un valido aiuto a 360 gradi. Specialmente oggi che, con il numero di separazioni e divorzi in aumento, ogni donna deve avere una propria autonomia, anche economica, per superare gli ostacoli della vita.

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