Se non riesco, lascio

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Oggi a Verona ci siamo trovati per la penultima tappa dell’anno del nostri convegni dedicati alle risorse umane. Una giornata ricca, con relatori che, con grande efficacia, hanno saputo trasmetterci le loro storie, i loro vissuti in azienda.Gli imprenditori ci hanno trasmesso le loro idea di come si fa impresa, le realtà che sostengono i nostri progetti hanno raccontato cosa possono fare per contribuire alla crescita delle aziende, e tutti coloro che si occupano di persone e del loro sviluppo ci hanno raccontato cosa si può fare per sostenere le persone e far crescere le organizzazioni. La giornata è corsa via veloce, stavamo per chiudere, quando una relatrice, che stava raccontando di un progetto di sviluppo delle competenze che ha sostenuto, se ne esce con un’affermazione forte: “Se il progetto non riesce, mi dimetto”. Prontamente l’intervistatore – il nostro Francesco Varanini – replica: “Questo significa sentire la responsabilità. C’è chi se ne frega e va avanti comunque…”. Ma secondo voi, una frase del genere, un uomo, quanto spesso la pronuncia? Quanti uomini conoscete che di fronte anche alla sola eventualità di commettere un errore si mettono in discussione?

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