Dirigenti Disperate

Riflessioni semiserie sul lavoro femminile

Dirigenti Disperate - Riflessioni semiserie sul lavoro femminile

Le professioni del futuro

Con le nostre riviste ci occupiamo anche di formazione e sarebbe miope non prestare attenzione alle professioni emergenti e che riguardano tutte quelle attività che servono per tenere insieme le nostre vite. Il settimanale l’Espresso pubblica un articolo dedicato al mercato degli affetti, e a tutte le attività correlate. Vendiamo al punto: non facciamo più nulla da soli (a questo proposito vedi post del 5 luglio, Quando si perde l’orientamento) e la nostra vita privata viene gestita quasi totalmente in outsourcing: baby teacher, baby sitter, colf, wedding planner, manager della terza età, love coach, family manager. Continue reading

Se non partono, non arriveranno mai

Le giovani ricercatrici nel nostro Paese sono poche; ovvio che poi ai posti di comando non ci siano. Non e’ che si possono materializzare dal nulla. Se neanche partono difficilmente potranno arrivare. Le donne sono il 33% dei ricercatori, il 19% dei professori ordinari su 79 rettori solo 5 sono donne. Peccato, perché anche Umberto Veronesi riconosce che le donne dovendo combattere contro discriminazioni e stereotipi dimostrano costanza e impegno molto forti. Ma molte sono ancora costrette a scegliere tra lavoro e carriera, e quindi rinunciano a portare avanti la loro professione. I servizi non ci sono, difficile pensare alla famiglia, a dei figli.

La notizia risale alla scorsa settimana, non allo scorso secolo.

Vi sembra giusto?

Le donne e la difficile arte della delega

Anche delegare è un’arte. Bisogna avere capacità e personalità per individuare persone a cui affidare compiti di responsabilità. Proprio questo è il dilemma delle donne che devono dividersi tra le fatiche di manager e quelle di moglie, mamma, figlia eccetera.
Chiara Lupi, autrice di Dirigenti Disperate, descrive in prima persona la frenetica attività di quell’universo rosa “costretto” a misurarsi tra famiglia e lavoro e ossessionato dalla mania di perfezionismo o sindrome di Bree, dal nome della protagonista perfezionista di Desperate housewives. «Ci prendiamo tremendamente sul serio  scrive la Lupi nell’introduzione  ricerchiamo disperatamente la perfezione con il rischio di vivere male sia la dimensione professionale, sia quella privata».  Continue reading