Il dono e il senso del lavoro

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Il lavoro è il linguaggio con cui parliamo con gli altri. smerilli varaniniCon questo concetto si apre la seconda lezione del nostro Ateneo tenuta da una docente che con grande garbo ci fa riflettere sul senso del lavoro: si tratta di Alessandra Smerilli, una suora prestata all’economia, come lei stessa si definisce. Il programma progettato dal nostro Francesco Varanini non disattende le attese e, con il secondo appuntamento, si inizia a cogliere il senso dell’intero percorso. Economia, lavoro, società, tecnologie e persone sono elementi profondamente interconnessi. Ogni docente ci offre uno sguardo, a noi il privilegio di costruire, grazie al nostro bagaglio di conoscenze, una visione più ampia. Il punto di partenza della lezione di Alessandra Smerilli è il lavoro. Lavoro come espressione di dignità, come cemento della società, come luogo dove si diventa adulti. Il lavoro soprattutto come espressione di sé. Il nostro lavoro quotidiano non è la mera esecuzione di un compiuto. O meglio, è in quell’esecuzione che ognuno mette tutto il proprio sé, ed è in quel ‘tutto’ che la nostra docente fa emergere il concetto del dono. Il lavoro ben fatto, il lavoro bello, espressione di ingegnosità e competenza e che porta con sé una dimensione invisibile fatta di sacrificio, fatica, rischio è un dono che le persone fanno alla propria organizzazione. Un dono che va visto e riconosciuto.

plateaIl dono è ben connaturato nella dimensione femminile: tutto il lavoro di cura, ancora troppo poco riconosciuto, è un dono che le donne fanno alla loro famiglia, e alla società intera. Un lavoro che non viene quasi mai valorizzato, anzi, si dà ancora troppo per scontato che siano le donne a svolgere determinati compiti (una donna che sta a casa deve fare tutto, ma proprio tutto, perché non lavora. Non conosce pause, vacanze…). Ma non è questo il tema della nostra lezione. Il riconoscimento del dono è la sfida per chi gestisce le persone, perché il riconoscimento dei comportamenti virtuosi rafforza il legame sociale. Riconoscere, vedere, ringraziare rinsalda il legame di fiducia tra le persone e l’organizzazione. Certo, il ‘riconoscimento’ deve essere proporzionato, giusto, equo. Come fare per riconoscere i comportamenti virtuosi e quali strumenti utilizzare sarà il tema del nostro appuntamento dedicato al welfare aziendale che si terrà il prossimo 8 febbraio a Padova (http://www.este.it/eventi-per-data/436-welfare-aziendale-padova-2017.html#programma). La prossima settimana, giovedì 2 febbraio, l’appuntamento con la terza lezione del nostro Ateneo. Francesco Varanini ci parlerà di informatica: dai comportamenti collettivi all’unicità che ognuno esprime nell’organizzazione, i manager hanno davanti a sé due approcci e due possibili usi dell’informatica. Che è bene approfondire. E che, con ogni probabilità, aiutano anche a dare sostanza alle parole di Alessandra Smerilli, che ci incoraggia a pensare alla dimensione ‘plurale’ dell’economia. Se ogni giorno ci dessimo l’obiettivo di esprimerci attraverso il nostro lavoro donando qualcosa di più, sono certa i risultati per le nostre imprese sarebbero immediatamente percepibili. E la nostra soddisfazione sarebbe enormemente più grande. Alessandra l’ha definita ‘l’impronta ecologica’ del lavoro sulla vita. Ora sappiamo come fare affinché questa impronta si trasformi in una traccia positiva. Per tutti.

Programma e contenuti della lezione di Francesco Varanini a questo link: http://www.este.it/eventi-per-data/452-persone-o-masse-l-essere-umano-nel-tempo-della-cultura-digitale-e-dei-big-data.html

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