#alleniamociasognare

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Mi piace accumulare i regali sotto l’albero e aprirli la mattina di Natale. Un rito al quale non rinuncio, anche se sono l’unica ad accumulare pacchetti e pacchettini. I miei figli scartano avidamente tutto quel che ricevono in tempo reale tanto che, quando torniamo dalla messa di mezzanotte (altro rito al quale non rinunciamo) mi domandano se l’indomani ci sarà ancora qualcosa anche per loro. Li rassicuro, la mamma ha sempre una sorpresa da mettere nottetempo sotto l’albero… E il giorno di Natale mentre loro si buttano avidamente sull’ultimo regalo rimasto da spacchettare io inizio ad aprire i miei. La loro operazione si risolve in due minuti, quindi poi stanno sul divano a commentare il contenuto dei miei pacchetti. Quest’anno ho trovato sotto l’albero un po’ di libri e, uno in particolare, è stato scelto pensando al mio lavoro. Si tratta di The Italian Book of Innovation, una raccolta di storie di uomini e donne italiani che hanno voglia di fare impresa nel nostro Paese e desiderano creare luoghi dove concretizzare la propria passione. I nomi sono sconosciuti ai più, si tratta di un ‘esercito silenzioso’ di giovani che hanno deciso di correre dei rischi per inseguire un’idea. Silenzioso perché i nomi di queste aziende non sono note al grande pubblico, siamo un Paese che investe ancora troppo poco sulle idee e non si fida dei giovani. I nostri ragazzi per chiedere un finanziamento devono presentarsi in banca con la mamma, o la nonna, pronta a mettere una firma a garanzia… Ma torniamo al libro, che cattura subito la mia attenzione perché la prima azienda citata in copertina la conosco, è D-Orbit, ho avuto modo di conoscere il suo fondatore qualche settimana fa. Il racconto di Luca Rossettini, quando ho avuto modo di ascoltarlo, era carico di passione e speranza. Da astronauta mancato, ha continuato a guardare allo spazio come la dimensione all’interno della quale realizzare il suo sogno. Continuiamo a ripeterci che si sono abbattuti i confini, e questa è sempre meno una metafora. La nostra vita non si esaurisce sul nostro Pianeta, o meglio, quasi tutto quel che facciamo è abilitato da satelliti che ci consentono di accedere alle informazioni di cui abbiamo bisogno. Ecco perché lo spazio si sta trasformando in un business che cresce esponenzialmente. L’industria satellitare vale duecento miliardi di dollari, i lanci di satelliti nello spazio sono cresciuti a livello, appunto, esponenziale. Con quali conseguenze? Il traffico nello spazio è aumentato, tutti lanciano satelliti e più nessuno li recupera, iniziando così un lento e inesorabile processo di inquinamento della volta celeste. Il team di ricercatori di D-Orbit ha studiato un sistema per far tornare a casa i satelliti a fine vita evitando, tra l’altro, pericolose collisioni. La storia di Luca ci deve insegnare che è davvero arrivato il momento di imparare a guardare cosa c’è al di là del perimetro che ci siamo costruiti; al di là dell’orizzonte dove siamo soliti guardare, c’è un altro mondo che vale la pena di essere esplorato, dobbiamo solo allenare lo sguardo e non smettere di inseguire il nostro sogno. Questo l’augurio che mi sento di fare. Alle donne, mamme, mogli, compagne, qualsiasi sia l’attività che svolgono, che siano sempre più audaci e coraggiose. E gli uomini mi auguro le vorranno sostenere. Buon Anno.

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