Quando si perde l’orientamento

Ricevo la newsletter di un sito per incontri extraconiugali per donne sposate che registra un successo incrementale. Addirittura, pare, tappezzerà la città di Milano con dei manifesti. Una riflessione. Non facciamo più nulla da soli. Non sappiamo nemmeno più trovare una strada, un indirizzo sconosciuto senza un navigatore. La capacità di orientarci nel mondo la stiamo dolcemente delagando ad altri. Siamo ridotti al punto che non ci sappiamo cercare nemmeno un amante?

Commenti (21)

  • Tema interessante! E anche di gran moda. Ha scatenato un bel po’ di commenti il post sul turismo sessuale femminile del blog del corriere della sera… le donne vogliono emanciparsi in tutto pare. Con quali risultati…non si sa…

    • Il tema della donna che si traveste da uomo è ampiamente dibattuto nel mio libro. A furia di indossare panni che non sono i nostri non rischiamo di perdere noi stesse?

  • Ma gli uomini considerano la femminilità ancora un valore? E poi cosa si intende per femminilità? Personalmente nella vita ho incontrato molti uomini che dimostravano una chiara volontà di trovarsi accanto donne molto impegnate nella professione. In realtà però ho sempre avuto il forte sospetto che fossero pensieri slegati da un minimo di vera progettualità ma solo l’esternazione di non voler avere una donna della quale “farsi carico”, anche economicamente…non so se mi spiego. Questa è cosa ben diversa da rispettare le scelte personali… Poi magari, quegli stessi, una volta sposati e con prole, son stati i primi a mettere i bastoni fra le ruote alle loro compagne dal punto di vista lavorativo.

    • Il tema di fondo è che il nostro modello sociale non prevede che tutti debbano lavorare. Ora stiamo vivendo una fase di grandi cambiamenti, in un periodo di tempo brevissimo, e questo non ci consente di trovare rapidamente nuovi equilibri. Ci vorrà del tempo, nel frattempo ognuno di noi deve sapere trovare il suo di equilibrio. Nel rispetto dell’altro.

  • Cito, sempre dal corriere, “quando una donna decide di non investire nel lavoro perché investe nel matrimonio fa una cosa che, se fosse un investimento finanziario, sarebbe altamente sconsigliabile”. Sconsigliabile! Ho letto il libro “Ci vorrebbe una moglie” e ho trovato la stessa riflessione: progettare la propria carriera a tavolino, senza farsi distrarre da strade rischiose, tentennamenti o condizionamenti sociali. Ne guadagnano tutti, in primis il nucleo familiare. Condivido appieno.

  • @carlotta: le persone, e dunque anche gli uomini, sono liberi di volere quello che vogliono. Ben venga l’onestà di dichiararlo.
    @paola: a tavolino? quindi la vita segue necessariamente un percorso prefissato? solo scelte anticipate? Credo valga la pena riflettere sul fatto che ogni giorno possa presentare stimoli a cambiare le proprie prospettive.

    • Pianificare troppo certo che non va bene, ma il nostro percorso professionale non può essere il risultato di eventi casuali. Bisogna sapere dove si vuole arrivare. Altrimenti come facciamo a scegliere la strada?

  • Esatto! Gli uomini, giustamente, ragionano così. ma posso farlo perchè hanno la mente libera da altre deviazioni: non devo necessariamente interrogarsi su “cosa sarà in caso di matrimonio-figli…” tutto questo non incide sul percorso professionale che è considerato come un percorso parallelo. A noi donne si chiede una costante conciliazione, che non è un male, anzi. ma non dovremmo essere le sole a doverlo fare.

  • Ahimè, li ho visti i famigerati cartelloni pubblicitari! Recitano più o meno “32.000 donne spostae al giorno si collegano a….per incontri piccanti! E tu?” Chiaro amo da pesca per i maschietti che accorrono a frotte, perchè, si sa, la moglie, ehm, l’erba, del vicino, è sempre più verde. Se questi numeri sono veri (e quindi dobbiamo pensare che ci siano ben 32.000 fedifraghe che ogni giorno cercano di cornificare il proprio marito…allora forse bisogna ripensare ai valori di questa società… Ma perchè mai si sono sposate, allora? Non era meglio rimanere liberi battitori, in quel caso??

    • Non posso rispondere alla domanda “Perchè si sono sposate”. Mi pare però doveroso affrontare l’argomento con coraggio, uscendo dall’ipocrisia. Certe cose sono sempre accadute, solo ognuno si faceva i fatti propri e, complice la chiesa che garantiva molto più ‘ordine sociale’ (chi osava divorziare?) tutto restava nell’ombra. Ora c’è questa necessità incomprensibile di postare ogni evento della propria giornata su un social network (avete visto quanti matrimoni falliscono per questa causa?). La nostra identità scompare annegata in uno spazio virtuale dove ci sta tutto. Anche la ricerca di qualcuno.

  • Quando ho visto i manifesti in questione ho pensato che fossero il teaser di qualche nuova serie tv…. evidentemente siamo ben lontani dalla fiction!
    Il problema è che fatti come questo, per quanto possano apparire insignificanti, segnano un punto di non ritorno. Spostano sempre più in là il paletto della decenza.
    Paradossalmente il SILENZIO era l’unica arma che in certi casi ci era rimasta per condannare comportamenti poco etici e l’annullamento del tabù è l’inizio della fine.

  • Secondo me le famose 32.000 donne, se davvero esistono, stanno solo cercando un pò di evasione. Certo ci sarà qualche fedifraga (nemmeno le donne sono tutte perfette), ma penso che per la maggior parte sia solo un gioco divertente.

  • Credo che Emanuele volesse intendere che alla fine è solo un gioco mentale. Il rischio è che poi si passi dal gioco alla realtà facilmente. Ma questo non è un problema solo del genere femminile.

  • Forse bisognerebbe rivedere il concetto di “decenza”: per troppo tempo la si è vissuta quasi in maniera negativa, come fosse un’ipocrisia della quale non si poteva fare a meno. Ora invece bisognerebbe riscoprirne il lato più serio e responsabile: certo, ognuno è libero di fare ciò che vuole, fino a che non lede la libertà altrui, ma è proprio necessario andare a sbandierare ai quattro venti se e quante donne tradiscono o hanno voglia di tradire il partner? Sembra quasi che tutto venga fatto solo in fuzione dei “social network”: vado a prendere l’aperitivo con gli amici non tanto perchè mi piace quanto perchè poi posso postare la foto su FB o su twitter e sentirmi “ganzo”. E se tornassimo ad una proporzione fatta da più sostanza e meno apparenza?

  • Dal dizionario: Decenza = Rispetto della morale, delle convenienze sociali – Tatto, buon gusto.
    Usando questo termine mi riferisco proprio ad un concetto di “buon gusto”, non per forza di etica, che, come ci ricorda Francesco Varanini citando Levinas “è un’ottica”.
    Ma c’è un limite a tutto: oggi la decenza è diventata sinonimo di “bigottismo”, mentre il termine, come dice Nelly, dovrebbe evocare un riferimento alla responsabilità e, aggiungo io, al semplice e ormai dimenticato buon gusto.

  • Una riflessione: perchè il sito si rivolge in particolare alle donne e non si propone genericamente come punto di incontro per incontri extra-coniugali? Non vorrei cadere nel femminismo ideologico, ma forse perchè ancora oggi il “tradimento” di un uomo non fa notizia nè effetto, mentre quello di una donna sì?

  • Credo sia uno dei punti principali, anche se le cose stanno pian piano cambiando e ci si sta abituando anche al concetto di tradimento femminile come fatto quasi inesorabile all’interno di un rapporto…cosa ovviamente non molto “simpatica” dal mio punto di vista. Credo però che ci sia anche una strategia chiara rivolta piuttosto al mondo maschile “uomini, venite qui perchè troverete donne poco impegnative, prospetticamente parlando, che non vi richiederanno null’altro se non il piacere di un incontro casuale”. E qui mi ricollego alla considerazione di Chiara…da soli riusciamo a fare sempre meno, pare. Quello che mi chiedo è se sia per incapacità o piuttosto pigrizia…e non saprei dire quale sia il male minore… Mah…

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